MAGIC: Magnetic Gear Industrial consolidation

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Magnetic Gear Industrial consolidation

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Magnetic Gear Industrial consolidation

MAGIC, acronimo del progetto [email protected] che sta per Magnetic Gear Industrial Consolidation, è uno dei nove progetti PoC che prevede la valorizzazione e l’innalzamento del TRL (Technology Readiness Level) di un brevetto dell’Università di Padova. L’invenzione in questo caso è un differenziale di tipo magnetico che trova la sua applicazione ideale in veicoli su gomma, in quelli che operano in ambienti ostili (miniere, spazio, deserto), nei trasporti su rotaia ed in generale in tutte le applicazioni che prevedono l’utilizzo di un differenziale.

Gli inventori del brevetto sono: Alotto PiergiorgioFilippini MattiaRepetto MaurizioBonisoli Elvio e Cirimele Vincenzo.

I differenziali tipicamente utilizzati nelle trasmissioni hanno un funzionamento di natura meccanica, presentano comunemente problematiche legate all’usura e alla necessità di lubrificazione, soprattutto se utilizzati in ambienti ostili nei quali è difficile operare un’adeguata manutenzione.

Il differenziale magnetico brevettato è in grado di svolgere le funzioni standard di un differenziale meccanico, trasmette coppia da un albero in ingresso a due alberi in uscita, ruotanti a velocità diverse e si presta per essere connesso ad una sorgente arbitraria, come un motore elettrico o termico.

La natura magnetica del differenziale presenta tuttavia diversi vantaggi: non richiede lubrificazione; riduce le vibrazioni grazie all’assenza di contatto tra gli alberi; le temperature entro le quali può operare sono dettate esclusivamente dalla massima temperatura di esercizio del magnete che lo compone; presenta un’alta efficienza di conversione; grazie alla sua natura intrinseca protegge il sistema da eventuali sovraccarichi; ed è inoltre integrabile con i sistemi esistenti di controllo attivi per la sicurezza del veicolo (e.g. Electronic Stability Control, Traction control systems, torque vectoring).


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Il progetto [email protected]

Con l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese attraverso la valorizzazione di titoli di proprietà industriale, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha erogato un bando per la realizzazione di programmi di valorizzazione dei brevetti tramite il finanziamento di progetti in fase Proof of Concept (PoC) delle Università Italiane, degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) italiani e degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCS).

Tale bando mira alla realizzazione di percorsi di innalzamento del TRL (Technology Readiness Level) delle tecnologie brevettate nel mondo della ricerca accademica, creando i presupposti affinché queste possano diventare opportunità strategiche per il mondo imprenditoriale.

Dopo un attento esame della Commissione di valutazione del Ministero nei confronti delle proposte progettuali ricevute, l’Università di Padova si è posizionata al quarto posto della graduatoria e ha così potuto iniziare a sviluppare 9 progetti PoC.

I progetti sono stati selezionati dall’Ateneo tramite un bando interno e il programma ha potuto muovere i primi passi a febbraio 2021: da questo momento il Team PoC ha infatti iniziato a lavorare per validare le tecnologie proposte. Il gruppo di lavoro universitario si è subito visto affiancato da un Expert Commitee esterno, costituito da figure di elevato livello scientifico e professionale (investitori ed imprenditori) in grado di fornire un autorevole punto di vista sulle scelte strategiche e progettuali.

UniSMART – Fondazione Università di Padova è stata incaricata di gestire la valorizzazione dei risultati dei 9 progetti, mettendo a disposizione le competenze del personale altamente qualificato nei diversi settori di pertinenza dei progetti PoC ed esperto in tema di innovazione.

Scopri gli altri brevetti

È qui possibile approfondire gli altri brevetti che insieme al Magnetic Gear Industrial consolidation sono parte del Progetto PoC:

Per tutte le informazioni sui brevetti del progetto [email protected] contattaci a: [email protected]

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SenSyTool: Sea sentinels System: A tool for monitoring PFAS-induced toxic effects

SenSyTool:
Sea sentinels System: A tool for monitoring PFAS-induced toxic effects

SenSyTool:
Sea sentinels System: A tool for monitoring PFAS-induced toxic effects

Sea Sentinels System: A tool for monitoring PFAS-induced toxic effects è uno dei nove progetti del programma [email protected] il cui obiettivo è l’innalzamento del TRL (Technology Readiness Level) delle invenzioni industriali selezionate dall’Università di Padova al fine di meglio valorizzarle nel mercato di riferimento.

SenSyTool è un kit composto da cellule di mammiferi marini appartenenti a diverse specie di cetacei considerati “specie sentinella” per la salute dell’ambiente marino e conseguentemente per quella dell’uomo.

Il SenSyTool è l’unico kit composto da cellule di mammiferi marini appartenenti alle tre specie rare Tursiops truncatus, Ziphius cavirostris e Grampus griseus, considerati ottimi bioindicatori, diffusi in diverse aree marine del pianeta. Il kit SenSyTool consente di analizzare le risposte biologiche specie-specifiche a stress chimici o ambientali evitando l’impiego di animali vivi.

Le colture di cellule di mammiferi marini di SenSyTool sono uno strumento innovativo per studiare le peculiarità della fisiologia cellulare e della biochimica dei cetacei, nonché gli effetti indotti da sostanze tossiche antropogeniche quali microplastiche, ftalati e perfluoroalchili.

Il kit può trovare applicazione in studi e analisi nell’ambito dell’eco-tossicologia, fisiologia, biochimica e genetica e costituisce una soluzione innovativa per il mercato rispondendo inoltre all’esigenza di tutelare i mammiferi marini e allo stesso tempo studiarli quali organismi sentinella.

Gli inventori del brevetto sono: Peruffo Antonella, Giacomello Marta e Centelleghe Cinzia.


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Il progetto [email protected]

Con l’obiettivo di sostenere la competitività delle imprese attraverso la valorizzazione di titoli di proprietà industriale, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha erogato un bando per la realizzazione di programmi di valorizzazione dei brevetti tramite il finanziamento di progetti in fase Proof of Concept (PoC) delle Università Italiane, degli Enti Pubblici di Ricerca (EPR) italiani e degli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCS).

Tale bando mira alla realizzazione di percorsi di innalzamento del TRL (Technology Readiness Level) delle tecnologie brevettate nel mondo della ricerca accademica, creando i presupposti affinché queste possano diventare opportunità strategiche per il mondo imprenditoriale.

Dopo un attento esame della Commissione di valutazione del Ministero nei confronti delle proposte progettuali ricevute, l’Università di Padova si è posizionata al quarto posto della graduatoria e ha così potuto iniziare a sviluppare 9 progetti PoC.

I progetti sono stati selezionati dall’Ateneo tramite un bando interno e il programma ha potuto muovere i primi passi a febbraio 2021: da questo momento il Team PoC ha infatti iniziato a lavorare per validare le tecnologie proposte. Il gruppo di lavoro universitario si è subito visto affiancato da un Expert Commitee esterno, costituito da figure di elevato livello scientifico e professionale (investitori ed imprenditori) in grado di fornire un autorevole punto di vista sulle scelte strategiche e progettuali.

UniSMART – Fondazione Università di Padova è stata incaricata di gestire la valorizzazione dei risultati dei 9 progetti, mettendo a disposizione le competenze del personale altamente qualificato nei diversi settori di pertinenza dei progetti PoC ed esperto in tema di innovazione.

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È qui possibile approfondire gli altri brevetti che insieme al Sea sentinels System: A tool for monitoring PFAS-induced toxic effects sono parte del Progetto PoC:

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Tre riconoscimenti per l'Università degli Studi di Padova

News

Tre riconoscimenti
per l'Università degli Studi di Padova

Tre nuovi riconoscimenti evidenziano la competitività dell’Università di Padova sia a livello nazionale che internazionale

L’Ateneo è infatti riuscito a occupare, in accordo con la nuova classifica CWUR, il secondo posto tra le migliori università del Paese e il 170esimo tra quelle internazionali, a guadagnare il primo posto per quanto riguarda il numero di progetti Advanced Grant vinti, e a rientrare tra le prime 100 università nella classifica THE Impact Rankings in merito al perseguimento degli obiettivi dell’ONU per uno Sviluppo Sostenibile.

Unipd come secondo migliore ateneo italiano

Secondo la classifica internazionale pubblicata dal Center for World University Rankings – CWUR 2022/2023 l’Università degli Studi di Padova si colloca al secondo posto tra i migliori atenei del Paese e al 170esimo a livello internazionale

Il CWUR ha esaminato 19.788 atenei di tutto il mondo e ha preso in considerazione fattori come la didattica e il livello di occupazione per effettuare una classificazione delle 2000 migliori università. Per entrambi gli indicatori l’Università di Padova è riuscita a dimostrare il proprio valore; se la qualità dell’istruzione ha mantenuto però un livello costante rispetto agli anni precedenti, ciò che è invece notevolmente migliorato è il livello di occupazione degli ex studenti dell’Ateneo: i successi professionali conseguiti dai giovani in seguito al conseguimento della laurea hanno infatti permesso all’Ateneo di scalare la classifica. 

Un terzo indicatore che ha permesso all’Università degli Studi di Padova di scavalcare altri autorevoli atenei è rappresentato dalle performance in ambito di ricerca, in quanto a livello di pubblicazioni e produttività scientifica sono stati mantenuti degli standard considerevoli.

Lo European Research Council investe nell’Università di Padova

Per quanto riguarda gli Erc Advanced Grant l’Università patavina è riuscita a conquistare il primo posto a livello nazionale, a pari merito con quella di Trento, per quanto riguarda il numero di progetti Advanced Grant vinti. Lo European Research Council, prestigiosa agenzia europea per il finanziamento della ricerca, ha infatti deciso di affidare all’Università degli Studi di Padova fondi indirizzati a tre progetti che hanno saputo emergere durante la competizione.  

L’Università di Padova è riuscita a conquistare la prima posizione grazie al forte interesse nei confronti della ricerca che ha permesso all’Ateneo di posizionarsi ai vertici di questa classifica e di dimostrare su scala nazionale il talento dei ricercatori dell’Università. I bandi dello European Research Council sono tra i più competitivi a livello europeo e aver ottenuto tale risultato consolida il prestigio dell’Università di Padova in ottica nazionale (e non solo).

THE Impact Rankings e gli obiettivi di sviluppo sostenibile

L’Università di Padova è inoltre riuscita a rientrare tra le prime 100 università nella classifica stilata dalla testata internazionale Times Higher Education (THE). THE Impact Ranking persegue l’obiettivo di evidenziare come il settore dell’Alta Formazione e Ricerca affronti gli obiettivi di sviluppo sostenibile indicati dall’ONU nel 1987 e l’Ateneo è rientrato tra le prime cento posizioni proprio grazie all’impegno dimostrato in merito.

Ciò che è stato riconosciuto all’Università è soprattutto l’impegno nel contribuire al benessere della società e al trasferimento di conoscenza al suo interno. Nell’ultimo anno sono stati fatti enormi passi in avanti in quanto l’Ateneo nell’edizione precedente si era classificata 23 posizioni più in basso.

«La crescente attenzione del mondo universitario verso il THE Impact Ranking – commenta la Rettrice Daniela Mapelli – è testimoniata dall’aumento della partecipazione degli atenei, che sono passati da 1115 lo scorso anno a 1406. Questo conferma l’interesse non solo dell’accademia ma anche dell’opinione pubblica verso il ruolo delle università nel favorire una crescita sostenibile del territorio rispettosa della qualità di vita presente e di quella delle future generazioni. Il nostro Ateneo ha da tempo abbracciato questa visione ed è volto ad offrire un contributo sempre maggiore alla definizione di modelli di sviluppo che coniughino il benessere economico e sociale nel pieno rispetto dell’ambiente nel quale viviamo. I risultati ottenuti su questi obiettivi premiano il continuo sforzo di tutte le componenti dell’Ateneo, che pur garantendo ottimi standard di ricerca e didattica, promuove una politica sostenibile di cui beneficia l’intera cittadinanza ed il territorio».


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