UniSMART e SMACT firmano un accordo quadro

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UniSMART e SMACT
firmano un accordo quadro

UniSMART – Fondazione Università degli Studi di Padova e SMACT – Competence Center lavorano insieme da tempo su iniziative a sostegno del trasferimento tecnologico dall’Ateneo al mondo delle imprese.

Con la firma dell’accordo quadro, la coordinazione tra le due realtà si consolida, chiarendo i rispettivi ruoli e aree di competenza.

La Fondazione UniSMART è l’ente strumentale dell’Università degli Studi di Padova e in quanto tale ha tra i suoi scopi la promozione e l’attuazione di iniziative a sostegno del trasferimento dei risultati della ricerca, della creazione di nuove imprenditorialità originate dalla ricerca e della valorizzazione economica dei risultati delle ricerche, anche attraverso la tutela brevettuale.

SMACT, di cui l’Università degli Studi di Padova è socia, è il Centro di Competenza Industria 4.0 fondato nel Triveneto da 40 partner tra Università, Centri di Ricerca e imprese private, nel quadro degli interventi connessi al Piano nazionale Industria 4.0, con la missione di facilitare l’adozione di tecnologie digitali del tessuto produttivo e delle PMI in particolare, offrendo orientamento, formazione avanzata e progetti finanziati di innovazione.

L’accordo quadro stipula che le due realtà collaboreranno per i progetti di ricerca commissionati da aziende/enti che richiedono il coinvolgimento dell’Università di Padova, qualsiasi sia il settore, includendo dunque anche l’ambito Internet of Things, Artificial Intelligence, Cloud, Analytics e Big Data, ovvero i settori di competenza di SMACT.

SMACT metterà a disposizione la sua expertise negli ambiti I4.0; la Fondazione UniSMART, in quanto ente strumentale dell’Ateneo, rimarrà il punto di collegamento tra l’Ateneo e le aziende/enti interessate alla collaborazione con quest’ultimo.

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La Fondazione UniSMART firma l'accordo quadro con l’Associazione Alumni dell’Università degli Studi di Padova

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La Fondazione UniSMART firma l'accordo quadro con
l’Associazione Alumni dell’Università degli Studi di Padova

UniSMART – Fondazione Università degli Studi di Padova e Associazione Alumni Università degli Studi di Padova lavorano da tempo in sinergia per realizzare attività di tipo formativo, divulgativo, di networking e cross-dissemination.

L’accordo rappresenta dunque un rafforzamento delle forti sinergie sviluppatesi negli anni tra due realtà che con le loro azioni congiunte hanno come obiettivo la valorizzazione del nome e l’immagine dell’Università di Padova, di UniSMART e di Alumni, tanto in Italia quanto a livello internazionale.

La formalizzazione di questa fruttuosa collaborazione è inoltre volta a coinvolgere un sempre maggior numero di persone, aziende, organizzazioni pubbliche e private, stakeholder nelle tante iniziative organizzate a beneficio dell’Ateneo, di UniSMART e di Alumni.

L’Associazione Alumni dell’Università degli Studi di Padova nasce nel 2015 per volontà del Socio Fondatore, l’Università di Padova, e del Socio Fondatore sostenitore, l’Associazione Amici dell’Università di Padova, con l’obiettivo di riunire e mantenere viva nel tempo la relazione tra l’Ateneo patavino e tutti coloro che hanno compiuto i loro studi a Padova. Dal 2019 possono aderire all’Associazione anche docenti, ricercatori e dipendenti dell’Università di Padova.

“Con la firma di questo accordo la collaborazione con l’Associazione Alumni, già fruttuosa in passato, si rafforza. Il lavoro comune alle nostre due realtà continua e ci permette di supportare in modo ancora più incisivo molte attività dell’Ateneo.”

Fabio Poles, Direttore generale UniSMART – Fondazione Università degli Studi di Padova

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Closing the Loop: Polymers for a Circular Economy - Intervista

Webinar

Closing the Loop
Polymers for a Circular Economy

 

La parola ai relatori

Padova, 23 febbraio 2021

Sostenibilità, circolarità e progresso tecnologico sono i tre cardini su cui UniSMART – Fondazione Università di Padova ha costruito Closing the Loop, il ciclo di eventi organizzato per trattare tematiche dell’economia circolare di interesse per la UniSMART Community.

Il primo incontro, Polymers for a Circular Economy, ha affrontato il tema dell’economia circolare nel settore dei polimeri plastici, argomento salito alla ribalta a causa delle evidenti storture nell’utilizzo di quella che è una delle più grandi invenzioni della storia: la plastica. Per approfondire, vi lasciamo in fondo alla pagina il link al video dell’evento.

Alla fine dell’incontro abbiamo chiesto ai nostri relatori alcuni commenti su come l’economia circolare sia in grado di impattare nelle nostre vite e nelle attività delle nostre imprese.

Tutti concordano sul fatto che si tratta di un approccio innovativo, ma ognuno lo considera da punti di vista diversi. Se Gianni Tagliapietra, CEO di Mixcycling, vede nell’economia circolare la possibilità di nobilitare scarti e “rifiuti” per ottenere nuovi materiali, Eleonora di Maria, professoressa di Economia e gestione delle imprese del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno” dell’Università degli Studi di Padova, porta l’attenzione all’organizzazione aziendale:

Nel management è un nuovo modo per creare valore grazie a processi più efficienti sia nell’utilizzare le risorse che nell’ottenere prodotti. L’economia circolare permette di innovare sia sul fronte degli aspetti tangibili – l’uso delle risorse, ma costringe a porre lo sguardo anche sull’azienda come un insieme di processi che possono essere resi più sostenibili.

Rispetto all’impatto sulle PMI italiane, Di Maria e il prof. Alessandro Manzardo, docente di Gestione Ambientale Strategica presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale del nostro Ateneo, concentrano l’attenzione sulla carenza di risorse naturali e sulla dipendenza italiana verso l’estero per l’approvvigionamento di materie prime.

Proprio l’emergenza Covid-19 ha mostrato la vulnerabilità del settore produttivo italiano, che può avvantaggiarsi dell’economia circolare per rifornirsi, almeno in parte, delle risorse mancanti e per aumentare il valore del Made in Italy.

E guardando il ciclo di vita dei prodotti plastici in materiale plastico, oggetto del nostro webinar, l’economia circolare può favorire un forte abbattimento del loro impatto, soprattutto nei settori in cui non ci sono soluzioni alternative a questi.

Ci siamo chiesti se questo approccio abbia veramente un impatto.

Alessandra Lorenzetti, professoressa del Dipartimento di Ingegneria Industriale, è fiduciosa sui futuri sviluppi dell’economia circolare e la vede come un’ottima risorsa per il mondo dei polimeri: “A differenza di altre tendenze viste nel passato, in questo caso il nuovo approccio darà un contributo positivo, come è già possibile vedere in alcune applicazioni sviluppate nel mercato”.

Ma l’economia circolare è pervasiva e accettata a livello italiano? Guardando alla posizione dell’Italia rispetto all’Europa su questo fronte, i tre professori concordano con una visione ottimistica. Il prof. Manzardo sottolinea che, sebbene i Paesi europei siano allineati, l’Italia è un player virtuoso su diversi fronti, con iniziative all’avanguardia come l’etichettatura ambientale di prodotto “Made Green in Italy” e gli acquisti verdi della pubblica amministrazione. La prof.ssa Lorenzetti, invece, sottolinea i successi del riciclo degli imballaggi, in cui si arriva ad un recupero del 79% dei rifiuti, il doppio della media europea e molto più dei nostri principali partner commerciali (Francia 56%, Germania 43% secondo GreenItaly 2020).

Nel concreto, secondo Tagliapietra, sono ricerca e sviluppo a permettere di realizzare soluzioni sempre più sostenibili. L’economia circolare non è solo sfruttare risorse naturali, ma valorizzarle per quello che sono, e quindi lo scopo ultimo è mantenere, all’interno del polimero, le caratteristiche delle diverse fibre che vengono impiegate.

Per fare questo, però, è necessaria la collaborazione tra il mondo della ricerca e formazione e il mondo imprenditoriale, che in modo sinergico potranno affrontare tutte le difficoltà legate alla transizione verde. Senza questa contaminazione, difficilmente si potranno valorizzare esperienze e competenze generate.

E un raccordo importante tra i due mondi sono i nostri laureati, che possono portare in azienda le competenze che vengono costruite all’interno delle aule e dei laboratori. Cristina Felicioni, Direttore Esecutivo dell’Associazione Alumni dell’Università di Padova, afferma: “Nel solco di questo spirito, l’Associazione promuove iniziative, seminari, corsi e attività per aumentare la consapevolezza sulle competenze, le tecnologie e i processi di cui aziende e organizzazioni dovranno dotarsi per poter essere competitive e vivere la transizione verso l’economia circolare da protagoniste”. E per contribuire alla transizione verde l’Associazione parte proprio dall’esperienza diretta degli Alumni nel mondo, laureati all’Università di Padova che oggi sono in posizioni apicali all’interno di aziende dei più diversi settori.

Vuoi rivedere il video dell’incontro?

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