La Quarta Cena della Community di Unismart

La quarta Cena della Community di Unismart, nella splendida cornice del Ristorante La Montecchia ha accolto oltre 160 imprenditori e professionisti, riuniti per parlare di trasferimento tecnologico e innovazione nell'industria biomedica.

L'Università degli Studi di Padova, sin dalla nascita e fino ad oggi, si è contraddistinta per l'eccellenza scientifica espressa nel campo delle scienze della vita, rappresentata per l'occasione dal Magnifico Rettore prof. Rosario Rizzuto, che ha raccontato del suo lavoro sulla segnalazione intracellulare mediata dagli ioni calcio; dalla prof.ssa Alessandra Biffi, direttrice della clinica di Oncoematologia Pediatrica, che ha parlato dei suoi studi sul trattamento delle malattie genetiche dei bambini; dal prof. Gino Gerosa, direttore del centro Gallucci e pioniere di importanti interventi nel campo della chirurgia cardiaca.

Una serata di grande scienza e business networking tra le oltre 60 organizzazioni presenti e in continua crescita.


Hackathon-Space for Your App

L'Hackathon Space for Your App organizzato da Unismart in collaborazione con l'Università di Padova, l'ESA, l'Agenzia Spaziale Europea e GSA, Global Navigation Satellite Systems ha portato 50 studenti universitari e giovani professionisti a sfidarsi in una tre giorni di lavoro intenso per trovare le migliori applicazioni di Galileo e Copernico.

Galileo, talora chiamato "il gps europeo", è infatti il sistema satellitare di navigazione globale dell'Unione Europea (GNSS). Copernico, invece, è il programma dell'Unione Europea per l'osservazione terrestre, che guarda al nostro pianeta e al suo ambiente fornendo dati per una serie enorme di applicazioni in molti campi, dall'agricoltura alla pianificazione territoriale, dalla protezione civile alla sanità pubblica.

Le tecnologie per lo spazio sono essenziali per le nostre vite e la società di oggi. Forse perché sentiamo lontana questa tecnologia, tendiamo a dimenticare che ci permette di controllare le previsioni meteo, monitorare il mare, geolocalizzare noi stessi o i mezzi che usiamo: propio questi sono i campi in cui Galileo e Copernico giocano un ruolo cruciale.

Alla fine tre idee si sono aggiudicate i premi messi in palio dagli organizzatori:

Mushy, un'app che usa i dati di Copernico per suggerire percorsi nella natura per trovare funghi commestibili;

Let Me Aut, un'app che si basa sui dati di Galileo per aiutare le persone autistiche a completare semplici azioni come buttare la spazzatura e prendere l'autobus;

Save the Amazon, un servizio per individuare attività minerarie illegali dai satelliti e combattere il terribile uso del mercurio in questo settore.

Oltre ai team vincenti, sono state sviluppate molte grandi idee dai team multidisciplinari nel corso della sfida grazie all'impegno e al duro lavoro dei ragazzi.

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AperiTech: Le sfide della digitalizzazione e della sostenibilità nell'ambiente costruito 2019

L’aperitech del 3 ottobre 2018 è stato ospitato da fischer Italia(corso Stati Uniti 25, Padova) e, oltre agli interventi di alcuni docenti e ricercatori Unipd, è stato la matrice di un confronto tra i partecipanti per il lancio del primo di una serie di gruppi di lavoro interni alla community, che  favoriscano lo scambio di best practice, scenari e opportunità per futuri progetti collaborativi.

L'evento ha visto alternarsi sul palco l'ing. Massimo Fioraso, direttore marketing di fischer Italia per i saluti di apertura, l'ing Stefano Carosio, direttore di Unismart e i professori Michele de Carli, Antonino Di Bella, Roberto Scotta e Angelo Cenedese dell'Università di Padova.

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realtà aumentata

Augmented reality

realtà aumentata

Rubrica "Un'antenna nella Silicon Valley" a cura di Nicolò Spiezia

Augmented Reality

Intervista con Alberto Tono, laureato presso l’Università di Padova ed attualmente intern presso la sede di Hok a San Francisco

realtà aumentata
AR con MIndesk e Rhino

Per cinquant’anni siamo stati intrappolati in due dimensioni, con dispositivi di input piatti, come mouse, trackpad e touchscreen, uniche finestre nel mondo digitale. Ma ora la Realtà Aumentata sta aprendo scenari completamente nuovi, portando sia il lavoro che il gioco in un ambiente 3D vero e proprio.

Come questa tecnologia potrà cambiare il modo in cui noi esseri umani interagiamo con lo spazio circostante?

Ne parliamo oggi con Alberto Tono, giovane laureato presso l’Università di Padova ed attualmente intern presso la sede di Hok a San Francisco, società leader nella progettazione integrata dove architetti e ingegneri si trovano a collaborare a stretto contatto per ideare edifici sempre più innovativi e sostenibili.

Alberto, innanzitutto, che cosa si intende con Realtà Aumentata?

Riprendendo la definizione data da Azuma ancora alla fine del secolo scorso, la realtà aumentata è una tecnologia che prevede la sovrapposizione ininterrotta di immagini virtuali (cioè generate da un software) nel mondo reale, in modo tale che il contenuto virtuale sia allineato con oggetti reali, con i quali può sussistere una interazione effettiva.

Un episodio, vissuto personalmente circa 2 anni fa può rendere l’idea e semplificare il concetto di cosa sia la AR. Almere è una città olandese triste e desolata, solitamente tranquilla (non assediata da turisti come la vicina Amsterdam). È il 6 luglio 2016 e la cittadina è letteralmente invasa da “visitatori” provenienti da ogni dove. Una moltitudine di persone che camminano senza meta, si scontrano, mi urtano ed io spazientito ed al tempo stesso incuriosito (come potevo non essere a conoscenza di un evento di quelle dimensioni!?) riesco a bloccare un passante e questo velocemente mi risponde che proprio ad Almere si trova un Pokemon leggendario.  La Realtà Aumentata entrò, da allora, nella vita di ogni giorno attraverso un gioco. Il gioco è sicuramente il veicolo migliore per avvicinare le masse ad un prodotto altamente tecnologico e complesso.

Che differenze esistono tra realtà “Aumentata” e “Virtuale”?

 

realtà aumentata
Meta and AR

Se da un lato con la realtà virtuale non si ha la consapevolezza dello spazio circostante in quando gli HMD (Head Mounted Device) ne impediscono la visione, con quella aumentata è possibile osservare anche le persone che ci scherniscono nel guardarci gesticolare nell’etere.

 

HOK VR App iOS Android

 

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Alberto Tono at GDC and NVIDIA Holodeck VR

A livello tecnologico la parte riferita alla realtà aumentata non é del tutto matura, sicuramente alcune applicazioni possono adottare soluzioni che contemplino l’utilizzo di questo strumento anche se alcune problematiche come: l’occlusion, hands interaction and tracking, semantic recognition dello spazio, esperienze multi-users devono ancora trovare soluzioni efficaci.

Come la realtà aumentata impatterà nel design architettonico?

Uno degli utilizzi immediati riguarda sicuramente la parte legata al marketing e alla visualizzazione del progetto.  Sicuramente rendere i nostri disegni 2D più facilmente comprensibili con una rapida occhiata costituisce un enorme vantaggio.

Altri use-case possono riguardare addirittura il completo ripristino degli odierni monitors, con la AR (Augmented Reality) possiamo servirci di infiniti “schermi” nel nostro spazio virtuale, possiamo effettuare skype call direttamente attraverso i nostri headset e comprendere pienamente il modello 3D su cui stiamo lavorando. Anche se un po’ datato mi piacerebbe condividere il keynote dell’AWE di Meta, una delle aziende leader nel settore.

Ho avuto modo di testarlo e sembra davvero promettente.

Come sia possibile integrare la realtà aumentata con i processi di modellazione informativa BIM (Building Information Modeling) nel settore delle costruzioni, risulta essere un argomento molto ostico e complesso. Si tratta della sovrapposizione di alcune informazioni: costo, materiale, analisi termiche, solari ecc sullo spazio circostante in modo da avere una maggiore e più profonda interazione con l’ambiente. Si cerca di creare una sorta di gemello digitale, del modello reale, attraverso sensori e dispositivi IoT. Il concetto di Digital Twin si riferisce ad una replica digitale di beni, processi e sistemi fisici che possono essere utilizzati per vari scopi. La rappresentazione digitale fornisce sia gli elementi che le dinamiche di come un dispositivo Internet of Things funziona e vive durante il suo ciclo di vita.

I gemelli digitali integrano l’intelligenza artificiale, l’apprendimento automatico e l’analisi del software con i dati per creare modelli di simulazione digitale che si aggiornano mentre le controparti fisiche cambiano. Un gemello digitale impara continuamente e si aggiorna da più fonti per rappresentare il suo stato quasi istantaneamente. Questo sistema di apprendimento, si serve dei dati che i sensori trasmettono riguardanti i vari aspetti delle sue condizioni operative.

Quali saranno gli sviluppi attesi nei prossimi anni?

Sono molto curioso di vedere le soluzioni che Apple, Amazon e Magic Leap  proporranno a fine anno.

Al momento ho avuto modo di vedere delle soluzioni davvero sbalorditive: Hololens,Metavision e Mira. Come continua a ripetere il Design and Technology Manager qui presso HOK, Cesar Escalante: “Queste tecnologie saranno parte di una nuova .com revolution e quando accadrà, accadrà davvero velocemente, quindi è fondamentale essere pronti con largo anticipo.” Alcuni esempi presenti oggigiorno a mio avviso sono molto significativi. Microsoft sta rendendo possibile la scansione 3D e l’inserimento di ologrammi in ambienti di AR.

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Microsoft Reactor

Qui ad HOK stiamo cercando soluzione basate sul Web, ed ecco qui un video che vi mostra una app che realizzato allo scorso Creativity Hackathon in Los Angeles, al quale ho avuto l’opportunità di partecipare.

Per quanto riguarda gli sviluppi futuri mi limito volentieri a riportare i dati collezionati da ARtillery.

Si pensa che questo mercato sarà maturo nell’arco di 5 anni, producendo un giro d’affari di circa 80 miliardi di dollari.

 



“Un’antenna nella Silicon Valley”
è una rubrica di Unismart che racconta i trend più innovativi della Silicon Valley, le nuove start-up emergenti e le storie delle menti più brillanti.  Nicolò Spiezia ha conseguito il PhD presso l’Università di Padova, è stato Visiting Researcher presso Stanford University e Fulbright BEST Fellow alla Leavey School of Business presso la Santa Clara University. La sua attività di lavoro e ricerca verte nello sviluppo di algoritmi e modelli matematici. È un appassionato di Numerical Simulation, Machine Learning e High Performance Computing.


Opportunità di internazionalizzazione e testimonianze dalla Silicon Valley

Torna l'appuntamento mensile con le aziende della community di Unismart. In questa occasione si parlerà di opportunità per le imprese che guardano all'estero: Stefano Carosio, direttore di Unismart aggiornerà i presenti sul supporto che Unismart - in collaborazione con l'Ufficio Relazioni Internazionali - può offrire alle aziende interessate ai programmi di finanziamento dell'Unione Europea, anche alla luce dei recenti progetti vinti dalla società; il prorettore prof. Alessandro Paccagnella esporrà le linee di indirizzo dell'attuale rettorato sui rapporti internazionali ed anticiperà il programma della prossima missione istituzionale in Australia (aperta anche alle aziende);Andrea Mucignat, startupper della Silicon Valley, tra i primi impiegati di Nest Labs, condividerà aneddoti sulla cultura dell'R&D in Silicon Valley.

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5 things to keep in mind when protecting your IP

5 things to keep in mind when protecting your IP

5 things to keep in mind when protecting your IP

by Riccardo Maistrello

As many know, Unismart is the wholly-owned subsidiary of the University of Padova aiming at bridging the gap between University and Industry, enhancing technology transfer and providing innovation consulting services.

At the core of our business lies the IP valorization: Unismart was founded with the main objective of managing the patent portfolio of the University, making it more attractive and accessible, and licensing the most promising assets to third-parties in accordance with international best practices and gold standards.

In this first year, some key results were achieved.

In May 2017 we successfully licensed the patent “Method to continuously monitor cow’s behaviour and rumen motility”. A group of researchers from the Department of Animal Medicine, Production and Health (MAPS) of the University of Padova found out that by applying a 3-axis accelerometer to the hip of a cow, this could collect a wide variety of data which could be fed into a specifically-designed algorithm able to identify critical situations which require the vet intervention. Anticipating medical intervention of 3 to 6 days can produce significant economic savings for mid-to-large farms and it also spares the livestock from the use of drugs.

A couple of months ago, we successfully licensed another patent regarding the Treatment Of Muscular Dystrophies And Associated Conditions By Administration Of Monoamine Oxidase Inhibitors”. A group of researchers from the departments of Biomedical Sciences and Molecular Medicine demonstrated that the use of drug compounds from the class of the MAO inhibitors protects myoblasts and myotubes from patients affected by Duchenne, the most common type of muscular dystrophy, a disease characterized by progressive weakness and degeneration of the skeletal muscles.

Only a few days ago, Unismart licensed out  another US patent developed by researchers of our Department of  Pharmaceutical Sciences in collaboration with the University of Camerino, regarding the use of a phosphino copper(I) complex as a potential anticancer agent.

But besides the above-mentioned cases, at Unismart we work with many other patents from different research groups on a daily basis. Actually, we don’t simply handle granted patents, which are a minority inside the IP portfolio and which -being already “granted” by the international authorities – normally present no criticalities.

The fun part begins when working with invention disclosures (meaning researchers ask the University to step in and support the patent filing) and patent applications (meaning authors have simply done the first administrative step of the process by filing their application); when answering the objections the international reviewers very often have about the claims and the contents of patent applications; when dealing with patent term adjustments, extensions, nationalization into different markets, etc.

In doing this Unismart works closely with the Technology Transfer Office of the University, directed by Ileana Borrelli – a lawyer, and other IP consultants. While they bring in their knowledge and experience on IP law and internal procedures, Unismart is requested to show commercial acumen and point the way to the market.

Based on our daily experience, we thought of a piece talking of obstacles and pain points we often encounter… and why they should be avoided.

5 things to keep in mind when protecting your IP

AN ITALIAN PATENT IS RARELY ENOUGH

Italy is a beautiful country with great food, friendly people and excellent weather but when it comes to protecting your IP an Italian patent alone will rarely do.

It still happens some researchers come to us requesting we commercialize their invention, which is protected only in our beautiful peninsula. But Italy is a small and static economy in the world, where fewer and fewer companies decide to manufacture and which even fewer enterprises decide to choose as their primary market. An Italian patent only will rarely be enough if inventors want to find a strong industrial partner and scale up their endeavor globally.

A BIT OF SECRECY, PLEASE

While it is true that, from a strategic point of view, the choice of patenting implies that the invention will sooner or later go public, it is also true that obtaining a patent can take years and not all applications are granted.

Given that before a patent application is filed no information at all should be disclosed publicly, we advise researchers to keep using caution even when the application has been filed.

Many things could still happen, e.g. the search report from the relevant international authority could highlight prior existing art or refute other key characteristics the technology must possess in order to be patented: in these cases, the application could be turned down.

Until the patent is granted caution is strongly advised and information about the invention should be shared only with clearly-identified and qualified stakeholders under well-structured NDAs (non-disclosure agreements).

DO NOT RESUSCITATE

Filing a patent should be a single, well-articulated process. Since it is an important decision inventors take, they should be well-advised by specialists before they start and ready to commit to achieving the best final result.

In some cases, Unismart is called to take action on patents which have a troubled history: at some point they were neglected or dropped, e.g. inventors omitted to reply to the objections made by the international reviewers, stopped paying the due fees, skipped nationalization in key countries, etc.

The patent filing process follows a clear and well-defined path, with solid rules, precise deadlines and mandatory steps to complete in order for the patent to be granted.

A stop-and-go approach doesn’t work, second thoughts only waste precious time and – above everything – what is done cannot be undone.

If something goes wrong and a patent application is neglected and left to lie idle it won’t be possible to resuscitate it later on.

Be ready to go all the way through it or avoid even starting the process.

GOOD STRATEGY AND GOOD PARTNERS

As said, once the patenting process kicks off there’s no way back and the clock keeps counting. In general terms, supposing inventors opt for a local application followed by a PCT extension, inventors will have 30 months to decide in which countries to nationalize their invention. This is not a great amount of time, considering the fundamental search report will be ready after several months.

Planning beforehand is key to success and inventors must work at a real roadmap to set targets and decide how to get there: which companies and industrial partners will need to be contacted? which countries represents the most relevant markets for the product? how will IP be commercialized when patent is granted? who will take care of the commercial work in a team of scientists and technologists? are other professionals (IP consultants, brokers) needed and at what point?

All these questions should be seriously analyzed and answered when deciding to file a patent request.

TALK SCIENCE TO SCIENTISTS, BUSINESS TO BUSINESSMEN

As discussed in recent article, it’s important to understand the role scientists and businessmen play in the process and how they should cover different sides of it.

In every step of the process, from writing the claims to choosing the right markets, it is not only the science behind the invention that matters but there are plenty of commercial considerations and strategic decisions to make.

Industrial analysis must be done as well, since the European Patent Office lists the “industrial applicability” among the 3 key requirements a patent application must possess.

Having such skills in the patenting team can make a huge difference and, especially when it comes to big multidisciplinary groups of scientists from different departments and sometimes Universities, identifying a lead investigator to become the main-point-of-contact for external stakeholders can speed up interactions with 3rd parties and make the entire process much more efficient.

Willing to learn more about the IP portfolio Unismart manages for the University of Padova? Check out our online patent bookshelf (libreria brevetti online).

Brevetti ed IP

Thanks to dr. Andrea Berti from University of Padova for reviewing this article. The views and opinions expressed in this article are those of the author and do not necessarily reflect the official position of Unismart and/or the University of Padova. If you have any comments please do contact us: [email protected]


Padova university Mobility Challenge-La conclusione

Si è conclusa anche l’ultima fase del Padova University Mobility Challenge.

L’iniziativa, svoltasi in collaborazione con E.On, ha visto la partecipazione di molti studenti dell’Università degli Studi di Padova, che hanno dato vita a diversi progetti interessanti nell’ambito della mobilità sostenibile. La premiazione si è svolta nella splendida cornice di Palazzo Bo dove Péter Ilyés, CEO di E.On Italia, ha consegnato l'ambio premio in denaro di 5000 euro.

A vincere è stato il progetto UniOne, un’app che integra il carpooling e il bike sharing per offrire una mobilità conveniente e rispettosa dell’ambiente.

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Un'antenna in Silicon Valley

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Rubrica "Un'antenna nella Silicon Valley" a cura di Nicolò Spiezia

ZeroToDeepLearning Bootcamp

Intervista con Francesco Mosconi, Alumnus UniPD, Founder di Catalit nonché ideatore e docente del Bootcamp “ZeroToDeepLearning”

A cavallo tra Febbraio e Marzo, Nicolò Spiezia, autore della rubrica “Un’antenna nella Silicon Valley” per Unismart, ha avuto modo di partecipare alla prima edizione del Bootcamp “ZeroToDeepLearning”, un corso intensivo per insegnare a chi già possiede delle buone basi di programmazione e matematica tutti i segreti del Deep Learning.

Il corso, svoltosi a San Francisco, è stato una vera e propria full immersion: i partecipanti hanno infatti imparato, in soli 5 giorni, a realizzare un piccolo progetto di Artificial Intelligence, utilizzando il linguaggio di programmazione Python e alcuni famosi applicativi come Jupyter, Scikit Learn, Keras e Tensorflow.

intelligenceOrmai tutti i giorni sentiamo parlare di Artificial Intelligence e Machine Learning ma non tutti sanno esattamente di cosa si tratti e quali siano le applicazioni e potenzialità per le imprese.

Nicolò ha intervistato per noi Francesco Mosconi, Alumnus UniPD, Founder di Catalit nonché ideatore e docente del Bootcamp “ZeroToDeepLearning”. A lui ha rivolto alcune domande chiave per sapere cosa ne pensa un “veterano” della Silicon Valley.

Caro Francesco, partiamo proprio dalle basi. Qual è la differenza tra Artificial Intelligence, Machine Learning e Deep Learning?

In realtà le cose sono più semplici di quello che sembrano. Tutte e tre sono tecniche che permettono alle macchine di lavorare in maniera autonoma. Non vi è una netta distinzione tra una tecnica e l’altra, le possiamo piuttosto immaginare come cerchi concentrici.

Con Artificial Intelligence, l’insieme più esterno e perciò più ampio, si intende lo studio di “agenti intelligenti”, ovvero sistemi che percepiscono l’ambiente circostante e prendono decisioni con l’obiettivo di massimizzare le proprie chance di successo nel raggiungere determinati obiettivi.

Ad oggi avere degli agenti intelligenti in grado di risolvere in maniera autonoma ogni tipo di problema non è ancora possibile ma prima o poi ci arriveremo. Va però detto che se consideriamo dei sottoproblemi più semplici, come ad esempio imparare a classificare degli oggetti in base alla loro immagine fotografica, oppure tradurre un testo dall’italiano all’inglese, o ancora prevedere un certo evento sulla base di informazioni storiche precedentemente acquisite, allora abbiamo già dati e potenza di calcolo sufficienti per assolvere a tali compiti anche con performance migliori di quelle umane.

In questi specifici casi, è però più corretto parlare di Machine Learning, ovvero di algoritmi (software) in grado di imparare autonomamente a svolgere certi specifici compiti, sulla base di un opportuno addestramento della macchina che viene fatto a monte, fornendo alla stessa un’ampia serie di dati storici reali sui quali “allenarsi”… In altre parole, il Machine Learning è una particolare tecnica di Intelligenza Artificiale, la cui particolarità è quella di saper imparare da grandi moli di dati. Tornando al caso degli insiemi concentrici di cui prima, il Machine Learning è una sottocategoria dell’Intelligenza Artificiale.

Vi è infine una particolare branca del Machine Learning che prende il nome di Deep Learning, una particolare categoria di algoritmi che sfrutta l’enorme vantaggio fornito dalle Reti Neurali, ovvero algoritmi che in un certo modo ricalcano ed emulano la struttura cerebrale ed il funzionamento di un cervello umano. Negli ultimi anni le applicazioni di Deep Learning hanno dato risultati straordinari.

intelligenceFigura 1. La relazione reciproca che lega le tecniche di Artificial Intelligence, Machine Learning e Deep Learning.

In quali ambiti ritieni che l’Artificial Intelligence possa avere un maggior impatto?

 A mio avviso l’AI è destinata ad essere presente in ogni attività umana, e la sua diffusione non sarà necessariamente lenta e graduale. Negli ultimi anni si è partiti da mansioni più semplici da automatizzare, come alcuni lavori manuali: è questo il caso di Baxter, un robot in grado di imparare ed eseguire azioni meccaniche e ripetitive normalmente compiute da operatori umani nelle catene di montaggio industriali.

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Più recentemente si è passati all’esecuzione di lavori di segreteria e ufficio, come ad esempio la gestione dell’agenda e la prenotazione di appuntamenti in calendario, la ricerca di casi precedenti per uno studio legale, la scrittura di minute di una riunione e così via.

Nei prossimi anni prevedo che si arriverà ad intaccare mansioni e compiti riconducibili al lavoro di professionisti come avvocati, commercialisti e medici.

Fa riflettere come si tratti di professioni considerate tradizionalmente “sicure” e che invece stanno per subire una vera e propria rivoluzione. Un altro ambito dove l’AI avrà un impatto determinante è quello della robotica, intesa come robotica domestica e industriale. Penso ad esempio ad auto e camion a guida autonoma ma anche a robot in grado di condurre delicate operazioni chirurgiche.

Oltre a questi campi di applicazione più “scontati”, un altro ambito estremamente interessante e dove sono attesi grossi passi in avanti è quello dello sviluppo informatico e della programmazione: l’AI ci aiuterà a scrivere software. Questo trend da un lato facilita e automatizza le attività più monotone e ripetitive dei programmatori, dall’altro permetterà di scrivere codici di maggior qualità, che a loro volta saranno alla base del funzionamento di AI più performanti.

Andrew Ng, uno dei maggiori esperti nel settore, paragona l’avvento dell’AI alla rivoluzione portata dalla scoperta dell’elettricità. Secondo te si tratta di una moda del momento o Andrew Ng ci ha visto bene?

La situazione è molto più seria e degna di attenzione di quanto non si pensi. A mio avviso siamo di fronte ad una rivoluzione che toccherà e cambierà ogni cosa che facciamo. Le implicazioni sociali, politiche ed economiche saranno enormi, sia in termini di perdita di posti di lavoro umani che di utilizzo “negativo” delle tecnologie a disposizione (si pensi all’impiego dell’AI in ambito militare). Non voglio però essere pessimista e, a mio avviso, l’AI cambierà il nostro mondo decisamente in meglio! Permetterà di compiere diagnosi mediche molto più rapidamente, scoprire nuovi farmaci per risolvere malattie ad oggi incurabili, ridurrà enormemente gli incidenti stradali e le frodi finanziarie, accorcerà i tempi della burocrazia e ci permetterà di prevedere eventi e disastri naturali.

In conclusione, ci sono le premesse sia per fare un buon uso che un cattivo uso dell’Artificial Intellligence. Sarà compito di tutti noi fare in modo di perseguire con decisione una strada piuttosto che l’altra e fare in modo che il maggior numero di persone possa beneficiare di questa fantastica rivoluzione.



“Un’antenna nella Silicon Valley”
è una rubrica di Unismart che racconta i trend più innovativi della Silicon Valley, le nuove start-up emergenti e le storie delle menti più brillanti.  Nicolò Spiezia ha conseguito il PhD presso l’Università di Padova, è stato Visiting Researcher presso Stanford University e Fulbright BEST Fellow alla Leavey School of Business presso la Santa Clara University. La sua attività di lavoro e ricerca verte nello sviluppo di algoritmi e modelli matematici. È un appassionato di Numerical Simulation, Machine Learning e High Performance Computing.


Università-impresa: idee imprenditoriali ed eccellenze scientifiche verso Horizon Europe

L'evento, che si terrà nell'Aula Magna di Palazzo Bo a partire dalle ore 18.00, sarà  aperto dal Magnifico Rettore dell'Università  di Padova ed ha come obbiettivo quello di illustrare il lavoro di squadra svolto da Unismart, azienda commerciale lanciata dall'ateneo patavino, e Confindustria Padova. Questo lavoro ha generato diverse collaborazioni che verranno testimoniate dalle aziende partecipanti alla tavola rotonda. L'evento vedrà  l'intervento di un relatore eccellente, il Prof. Luigi Nicolais, che ha una profonda esperienza circa le dinamiche di collaborazione tra Università  ed impresa oltreché un attivo coinvolgimento nella definizione del futuro programma di ricerca europeo Horizon Europe che verrà lanciato nel 2021. Il Prof Nicolais ci presenterà  la sua recente attività  di finanziatore di venture ad alto contenuto scientifico attraverso Materias che ha proprio l'obbiettivo di aiutare le idee imprenditoriali ad attraversare la valle della morte in cui oggi pochi soggetti operano sistematicamente per i forti rischi coinvolti. Materias e Unismart hanno di recente stretto un accordo di collaborazione per esplorare le eccellenze dell'ateneo patavino alla ricerca di opportunità  di investimento ad alto potenziale.

Poiché un percorso di innovazione che coinvolge forti competenze scientifiche richiede un mix di strumenti a supporto, l'evento sarà  un occasione per presentare gli ultimi sviluppi a livello Europeo nella messa a punto di Horizon Europe, il prossimo programma di ricerca europeo successore di H2020, approfittando del ruolo del prof. Nicolais nella cabina di regia del Ministero della Ricerca.

Al termine dell'evento ci sarà un momento di networking per approfondire i temi presentati.

Iscrizioni e programma completo.


manager anch'io

LE GIORNATE DI GALILEO 5^ EDIZIONE

manager anch'io

Le Giornate di Galileo 5^ Edizione

“Manager Anch’io”, il concorso che premia la valorizzazione turistica

Torna per gli studenti universitari il concorso Manager Anch’io e lo fa in grande stile: il tema del contest per il 2018 è “I Turismi”. Ai primi quattro classificati verrà assegnato un premio di 1.500 € ciascuno per il progetto ideato.

In questa quinta edizione i concorrenti in gara sono chiamati ad affrontare il tema della valorizzazione turistica del territorio veneto in ottica nazionale e internazionale e, per farlo, devono proporre nuovi modelli di business e competenze, seguendo uno schema di progetto di filiera manageriale pubblica e privata.

Il concorso Manager Anch’io è indetto da CIDA – FEDERMANAGER VENETO e MANAGERITALIA VENETO con l’obiettivo di avvicinare i giovani studenti alla conoscenza delle carriere manageriali in ambito turistico, incentivandoli a sviluppare un’idea in modo innovativo. Il senso di questa iniziativa è racchiuso nella citazione di Galileo Galilei “Misura ciò che è misurabile, e rendi misurabile ciò che non lo è”, diventata slogan del concorso. Questa frase è stata scelta per sottolineare che le componenti essenziali, perché un progetto risulti vincente, sono visione d’insieme, creatività ma anche fattibilità.

manager anch'io
I vincitori saranno proclamati mercoledì 16 maggio a Palazzo del Bo (PD), nella settimana del Galileo Festival dell’innovazione dell’Università degli Studi di Padova. A prescindere dalla graduatoria finale, inoltre, i diversi stakeholder del settore turistico avranno la possibilità di consultare tutti i progetti sul portale del concorso, scegliendo un progetto e offrendo l’opportunità allo studente di mettere in pratica la sua idea attraverso un tirocinio.

Manager Anch’io è rivolto agli studenti che hanno sviluppato progetti sui turismi e che siano iscritti a partire dal terzo anno di un corso di laurea triennale o a ciclo unico, a un corso di laurea magistrale (post laurea triennale) o a un corso Master di I° o II° livello dell’Università degli Studi di Padova, Ca’ Foscari di Venezia, Iuav di Venezia e Università degli Studi di Verona. Potranno inoltre concorrere anche studenti già laureati o che abbiano conseguito un attestato di Master di I° o II° livello a partire dalla sessione di laurea autunnale 2016/2017 (in una delle succitate Università).

Gli studenti che abbiano i requisiti richiesti e che vogliano partecipare, hanno tempo fino a lunedì 30 aprile, ore 24.00, per iscriversi accedendo al sito manageranchio.it, cliccando iscrizione. La procedura di iscrizione, con annesso invio del progetto, è completamente online.

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