Martedì 18 novembre si è svolto l’ESPR Day – DPP & Durability, una giornata dedicata ad approfondire il nuovo quadro legislativo europeo per il settore moda e le ricadute operative sulla filiera. L’iniziativa, organizzata da UniSMART – Fondazione Università di Padova, Spinlife e Analytical Group, ha riunito aziende, esperti e ricercatori per fare chiarezza su ESPR, Digital Product Passport (DPP) e requisiti di durabilità.

L’evento ha rappresentato un importante momento di confronto per comprendere come la transizione verso prodotti più sostenibili, tracciabili e circolari non sia solo un obbligo normativo, ma anche un’occasione di innovazione e competitività per brand e fornitori. 

Il primo intervento del Prof. Alessandro Manzardo ha fornito una panoramica chiara e aggiornata sull’Ecodesign for Sustainable Products Regulation (ESPR), destinato a ridefinire progettazione, produzione e gestione dei prodotti immessi sul mercato europeo.

Tra i punti principali affrontati:

  • la collocazione dell’ESPR all’interno del Green Deal e del Circular Economy Action Plan;
    le tempistiche di implementazione, con l’obbligo del Digital Product Passport per tessile e calzature entro fine 2027;
  • i requisiti di ecodesign relativi a durabilità, riparabilità, riciclabilità, contenuto riciclato e gestione del fine vita;
  • il ruolo degli atti delegati nel definire gli obblighi specifici per ciascun gruppo di prodotti.

Il Prof. Manzardo ha evidenziato come l’ESPR rappresenti una svolta di sistema: introdurrà regole comuni, misurabili e verificabili, e coinvolgerà l’intera filiera, dai produttori ai fornitori di materiali, fino ai distributori.

Il secondo intervento di Mauro Fiorenzato, Project Leader in Spinlife, si è focalizzato sul ruolo del Life Cycle Assessment (LCA) come strumento cardine per fornire le informazioni ambientali richieste dal DPP e dai criteri ESPR.

Sono stati approfonditi:

  • i principi e le fasi dello standard ISO 14040/44;
  • l’importanza dei dati primari e del coinvolgimento dei reparti aziendali nella fase di inventario;
  • il legame tra PEF/PEFCR Apparel & Footwear e i requisiti del DPP;
  • i vantaggi dell’LCA nel misurare gli impatti e identificare hotspot lungo la filiera.

È emerso chiaramente come l’integrazione tra metodologie scientifiche, tracciabilità e infrastrutture digitali sarà indispensabile per garantire conformità e trasparenza.

Il terzo intervento, a cura del team di Analytical, ha approfondito il tema della durabilità, un pilastro centrale del nuovo approccio europeo.

Sono stati trattati:

  • i requisiti di resistenza, usura, manutenzione e riparabilità previsti dal quadro ESPR;
    i test tecnici per la verifica delle performance di durabilità su tessile e calzature;
  • l’integrazione dei dati di durabilità nella definizione della durata di servizio secondo PEFCR;
  • il ruolo dei laboratori e della validazione tecnica per garantire dati robusti e confrontabili.

Dal confronto è emersa una chiara necessità: supportare le aziende nel definire metodologie uniformi e implementabili anche per prodotti complessi e collezioni ampie.

Il pomeriggio si è poi aperto con una tavola rotonda interamente dedicata al “come fare”, portando la discussione dal piano normativo a quello operativo.

Le aziende hanno condiviso esperienze concrete e prospettive:

  • FashionArt ha raccontato le sfide di un fornitore nel gestire richieste crescenti di dati, tracciabilità e test, e la necessità di strumenti gestionali integrati lungo la supply chain.
  • Calzaturificio SCARPA ha portato il punto di vista del brand, mettendo in luce l’urgenza di prepararsi in anticipo rispetto al 2027, in particolare per la gestione dei dati di filiera e per la definizione di metodologie interne stabili.
  • Spinlife e Analytical hanno illustrato come la combinazione di dati LCA, tracciabilità e testing permetta di strutturare una roadmap efficace e conforme, anche per realtà non ancora mature sul tema.

Il confronto ha evidenziato alcuni punti ricorrenti:

  • l’importanza della collaborazione tra attori della filiera;
  • la necessità di digitalizzare i flussi informativi;
  • il rischio di arrivare in ritardo rispetto alle prime scadenze regolatorie.

La giornata si è quindi conclusa con una stimolante sessione di Q&A con il pubblico, che ha posto domande su:

  • le tempistiche reali del DPP,
  • il grado di dettaglio dei dati richiesti,
  • le soluzioni disponibili per PMI e fornitori,
  • il coordinamento tra normative nazionali e regolamenti europei.

Le risposte hanno confermato che prepararsi ora è fondamentale: molte informazioni richieste dai futuri passaporti digitali dipendono da decisioni e investimenti che devono essere avviati nei prossimi mesi.

Conclusioni

L’ESPR Day ha dimostrato quanto il settore moda stia vivendo una fase di trasformazione senza precedenti. La combinazione tra requisiti normativi stringenti, nuove metriche di sostenibilità, aspettative dei consumatori e innovazione tecnologica richiede un’azione coordinata e tempestiva.

La collaborazione tra UniSMART, Spinlife e Analytical rappresenta un esempio concreto di come Università, consulenti e laboratori possano affiancare brand e fornitori nel percorso verso prodotti più sostenibili, tracciabili e durevoli.

Guarda l’aftermovie

Categorie: News

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