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Closing the LoopPolymers for a Circular Economy La parola ai relatori

Padova, 23 febbraio 2021

Sostenibilità, circolarità e progresso tecnologico sono i tre cardini su cui UniSMART – Fondazione Università di Padova ha costruito Closing the Loop, il ciclo di eventi organizzato per trattare tematiche dell’economia circolare di interesse per la UniSMART Community.

Il primo incontro, Polymers for a Circular Economy, ha affrontato il tema dell’economia circolare nel settore dei polimeri plastici, argomento salito alla ribalta a causa delle evidenti storture nell’utilizzo di quella che è una delle più grandi invenzioni della storia: la plastica. Per approfondire, vi lasciamo in fondo alla pagina il link al video dell’evento.

Alla fine dell’incontro abbiamo chiesto ai nostri relatori alcuni commenti su come l’economia circolare sia in grado di impattare nelle nostre vite e nelle attività delle nostre imprese.

Tutti concordano sul fatto che si tratta di un approccio innovativo, ma ognuno lo considera da punti di vista diversi. Se Gianni Tagliapietra, CEO di Mixcycling, vede nell’economia circolare la possibilità di nobilitare scarti e “rifiuti” per ottenere nuovi materiali, Eleonora di Maria, professoressa di Economia e gestione delle imprese del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali “Marco Fanno” dell’Università degli Studi di Padova, porta l’attenzione all’organizzazione aziendale:

Nel management è un nuovo modo per creare valore grazie a processi più efficienti sia nell’utilizzare le risorse che nell’ottenere prodotti. L’economia circolare permette di innovare sia sul fronte degli aspetti tangibili – l’uso delle risorse, ma costringe a porre lo sguardo anche sull’azienda come un insieme di processi che possono essere resi più sostenibili.

Rispetto all’impatto sulle PMI italiane, Di Maria e il prof. Alessandro Manzardo, docente di Gestione Ambientale Strategica presso il Dipartimento di Ingegneria Industriale del nostro Ateneo, concentrano l’attenzione sulla carenza di risorse naturali e sulla dipendenza italiana verso l’estero per l’approvvigionamento di materie prime.

Proprio l’emergenza Covid-19 ha mostrato la vulnerabilità del settore produttivo italiano, che può avvantaggiarsi dell’economia circolare per rifornirsi, almeno in parte, delle risorse mancanti e per aumentare il valore del Made in Italy.

E guardando il ciclo di vita dei prodotti plastici in materiale plastico, oggetto del nostro webinar, l’economia circolare può favorire un forte abbattimento del loro impatto, soprattutto nei settori in cui non ci sono soluzioni alternative a questi.

Ci siamo chiesti se questo approccio abbia veramente un impatto.

Alessandra Lorenzetti, professoressa del Dipartimento di Ingegneria Industriale, è fiduciosa sui futuri sviluppi dell’economia circolare e la vede come un’ottima risorsa per il mondo dei polimeri: “A differenza di altre tendenze viste nel passato, in questo caso il nuovo approccio darà un contributo positivo, come è già possibile vedere in alcune applicazioni sviluppate nel mercato”.

Ma l’economia circolare è pervasiva e accettata a livello italiano? Guardando alla posizione dell’Italia rispetto all’Europa su questo fronte, i tre professori concordano con una visione ottimistica. Il prof. Manzardo sottolinea che, sebbene i Paesi europei siano allineati, l’Italia è un player virtuoso su diversi fronti, con iniziative all’avanguardia come l’etichettatura ambientale di prodotto “Made Green in Italy” e gli acquisti verdi della pubblica amministrazione. La prof.ssa Lorenzetti, invece, sottolinea i successi del riciclo degli imballaggi, in cui si arriva ad un recupero del 79% dei rifiuti, il doppio della media europea e molto più dei nostri principali partner commerciali (Francia 56%, Germania 43% secondo GreenItaly 2020).

Nel concreto, secondo Tagliapietra, sono ricerca e sviluppo a permettere di realizzare soluzioni sempre più sostenibili. L’economia circolare non è solo sfruttare risorse naturali, ma valorizzarle per quello che sono, e quindi lo scopo ultimo è mantenere, all’interno del polimero, le caratteristiche delle diverse fibre che vengono impiegate.

Per fare questo, però, è necessaria la collaborazione tra il mondo della ricerca e formazione e il mondo imprenditoriale, che in modo sinergico potranno affrontare tutte le difficoltà legate alla transizione verde. Senza questa contaminazione, difficilmente si potranno valorizzare esperienze e competenze generate.

E un raccordo importante tra i due mondi sono i nostri laureati, che possono portare in azienda le competenze che vengono costruite all’interno delle aule e dei laboratori. Cristina Felicioni, Direttore Esecutivo dell’Associazione Alumni dell’Università di Padova, afferma: “Nel solco di questo spirito, l’Associazione promuove iniziative, seminari, corsi e attività per aumentare la consapevolezza sulle competenze, le tecnologie e i processi di cui aziende e organizzazioni dovranno dotarsi per poter essere competitive e vivere la transizione verso l’economia circolare da protagoniste”. E per contribuire alla transizione verde l’Associazione parte proprio dall’esperienza diretta degli Alumni nel mondo, laureati all’Università di Padova che oggi sono in posizioni apicali all’interno di aziende dei più diversi settori.

Vuoi rivedere il video dell’incontro?

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