Blue Wave Carraro

“Creativi e talenti dell’Università meglio di mille consulenti. Con loro ci siamo divertiti e abbiamo fatto scorta di idee nuove.”

Parla Tomaso Carraro, Vice Presidente del Gruppo Carraro, un gruppo da 600 milioni di fatturato nel 2016 e leader nel mondo nel settore dei sistemi di trasmissione e trattori. Carraro ha preso parte nei mesi scorsi all’evento Blue Wave organizzato da AzzurroDigitale, partner di Unismart Padova Enterprise nel servire le imprese innovative del territorio.

Tomaso Carraro ci racconta com’è andata.

Grazie Tomaso Carraro per aver scelto di condividere con Unismart ed i nostri lettori la vostra esperienza di Blue Wave. Per chi non lo conoscesse il Blue Wave è un evento di due giorni che mette assieme aziende innovative e studenti talentuosi per generare idee nuove e lavorare a soluzioni per le principali “sfide” aziendali.

Ma prima di parlare dell’evento, partiamo dal valore che sta alla base di una tale attività: il desiderio e la tensione verso l’innovazione. Ma cos’è per Carraro l’innovazione?

Premetto che come Gruppo Carraro la nostra missione è realizzare prodotti e servizi che migliorino la qualità della vita delle persone che li utilizzano. Va da sé che in un mercato fluido ed in continua evoluzione, i bisogni di qualità, efficienza, velocità e sicurezza delle persone cambiano e si evolvono.

Per fare un esempio, settant’anni fa la nostra idea di innovazione ha portato a montare un motore su una seminatrice per farla diventare automatica, rivoluzionando il modo in cui la semina nei campi veniva fatta e rendendo il lavoro del contadino più semplice e meno faticoso.

Oggi, evidentemente, le sfide sono di tutt’altra natura: innovare significa lavorare sui processi e non solo sui prodotti, anche per ridurre l’impatto ambientale del Gruppo; significa aprirsi a mercati nuovi con richieste e caratteristiche diverse; significa integrare discipline e competenze di varia derivazione, etc.

Una delle frontiere più interessanti del nostro lavoro è l’integrazione tra elettronica e meccanica, la cosiddetta “meccatronica”.

In occasione del Blue Wave, vi siete aperti a dozzine di giovani studenti, curiosi, entusiasti, creativi e qualche volta irriverenti … Come avete vissuto l’evento? Quali erano le vostre aspettative?

Devo confessare che internamente c’era un po’ di scetticismo e che in molti dubitavano che da ragazzi senza una conoscenza specifica della nostra storia e dei nostri prodotti potessero arrivare stimoli utili.

Dopo tutto parliamo di un’azienda molto strutturata, con una fortissima componente tecnica ed una storia lunga quasi un secolo; ciononostante la proprietà ed il management hanno accolto con entusiasmo l’opportunità di mettersi in gioco.

Non avevamo aspettative ben delineate ma tanta curiosità. In AzzurroDigitale, e all’interno del contenitore del Talent Garden di Padova, abbiamo trovato l’ambiente stimolante e creativo che cercavamo. Nei due giorni di attività e lavori con i ragazzi siamo riusciti a pensare in maniera creativa e divergente, davvero “out of the box”, come raramente si riesce a fare in azienda, immersi nella routine e nelle abitudini consolidate tipiche di ogni impresa strutturata.

Chi erano gli studenti partecipanti e come sono stati scelti?

Per la scelta dei partecipanti ci siamo affidati ad AzzurroDigitale, che ha selezionato studenti talentuosi con background e profili molto diversi: i team erano composti da ragazzi e ragazze provenienti dai mondi dell’ingegneria, dell’economia, della comunicazione, del marketing etc.

La vera ricchezza dell’evento è stata proprio l’eterogeneità dei gruppi di lavoro, che hanno saputo offrirci spunti nuovi.

Mancava certo la conoscenza tecnica dei limiti e delle caratteristiche dei nostri trattori ma a quello pensavano i nostri ingegneri e responsabili tecnici, anch’essi presenti all’evento.

Sono stati due giorni di lavoro condiviso, gomito a gomito, dove le conoscenze tecniche e l’esperienza pluriennale di Carraro si sono incontrate e mescolata con le idee, a volte ingenue a volte brillanti, di menti giovani e creative.

Carraro Blue Wave

C’è stata qualche idea innovativa emersa durante il Blue Wave che è stata poi fatta propria dall’azienda e sviluppata?

Oserei dire che non ce n’è stata una sola ma ce ne sono state parecchie. Confrontarci con persone che non avevano familiarità con il nostro marchio e che non pensavano secondo schemi consolidati è stato un processo rigenerante.

Non posso entrare nel merito delle soluzioni emerse, per il semplice fatto che speriamo di avere presto modo di metterle in pratica e da qui al 2018 ne vedrete qualcuna già trasformata in realtà ma le proposte ricevute sono state particolarmente utili su alcuni temi come:
● L’identità di Carraro, più forte di quanto non pensassimo, e le implementazioni chiave di marketing e reputation management;
● La posizione del brand sul mercato ed i punti di forza rispetto ai nostri competitor;
● Il target di stakeholder a cui ci rivolgiamo e con cui interagiamo;
● Il “percorso di acquisto” dei nostri clienti e potenziali tali e la nostra comunicazione nei vari touchpoint;

Partecipare al Blue Wave non ha cambiato il modo in cui facciamo business e non ha prodotto una miglioria del prodotto di per sé ma ha senza dubbio portato in Carraro una ventata di freschezza, di creatività, di nuovi punti di vista … qualcosa che difficilmente avremmo potuto ottenere in altro modo.

Posso dire con certezza che lavorare con certi creativi e con alcuni talenti provenienti dal mondo dell’Università è stato molto meglio che lavorare con i tradizionali consulenti, di quelli che in azienda propongono a volte nozioni e metodi standard.

È stato un processo semplice, rapido e divertente per agire come consulenti di noi stessi e fare un lavoro dall’interno, guardando alla nostra realtà attraverso gli occhi di chi ci vedeva per la prima volta.

È senz’altro un format che ci sentiamo di raccomandare alle aziende che hanno voglia di innovare in modo non convenzionale. Non dev’essere un’attività fatta per fini di marketing, o perché è la moda del momento: l’azienda deve aver voglia di mettersi davvero in discussione e dev’essere pronta a raccogliere i feedback e gli stimoli che arrivano.

 

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