Giappone

Industria 4.0, dal giappone la ricetta per essere protagonisti della quarta rivoluzione industriale

Considi, società vicentina di consulenza nel settore dell’Operation & Innovation management, sta diffondendo in Italia l’Insegnamento del sensei Satoshi Kuroiwa

Qual è il vero significato di Industria 4.0? Siamo davvero entrati nella quarta rivoluzione industriale? Si tratta di tematiche cruciali per il manifatturiero italiano, alle prese con profonde trasformazioni tecnologiche e digitali.

Sarebbe tuttavia un errore interpretare l’Industry 4.0 solo come digitalizzazione, robotizzazione e automazione delle imprese, con la possibilità di ripercorrere il fallimento del CIM (Computer Integrated Manufacturing) degli anni ’90.

Per evitare questo rischio, le aziende del Made in Italy possono guardare al Giappone, in particolare al Toyota Production System (TPS), da cui sono scaturite le declinazioni della Lean Production e del Lean Thinking.

Queste metodologie non solo hanno reinterpretato i paradigmi della produzione di massa ideati da Henry Ford, orientando la produzione alle esigenze del mercato, ma hanno soprattutto introdotto una nuova filosofia all’interno delle organizzazioni, coinvolgendo le persone in un processo di rinnovamento formativo e culturale su tutti i livelli dell’azienda.

Uno dei massimi esperti di TPS e di Factory Automation è Satoshi Kuroiwa, consulente della Toyota Motor Corporation e del Governo giapponese, il cui pensiero Considi, società vicentina specializzata nei servizi legati al Toyota Production System e alla Lean, sta contribuendo a diffondere in Italia, nel contesto del dibattito sull’Industria 4.0.

Da anni la Toyota promuove l’integrazione fra “l’arte di fare prodotti” (monozukuri) e “l’internet delle cose” attraverso “l’arte di fare persone” (hitozukuri) quale elemento alla base per una innovativa rivoluzione industriale.

Secondo la riflessione del sensei Satoshi Kuroiwa, la sfida è quindi accompagnare la trasformazione tecnologica della nuova fabbrica digitale sia con sviluppo di una nuova cultura all’interno delle aziende – per rendere semplici, stabili ed intuibili i processi che portano ai nuovi prodotti e servizi intelligenti – sia con la formazione di nuovo capitale umano.

A Gianni Dal Pozzo di Considi chiediamo come sia possibile declinare questo paradigma orientale nel contesto produttivo veneto. Cosa può dare una filosofia orientale all’Italia, un paese, mercato e popolo così diverso da quello giapponese?

Giovanni dal PozzoProvocatoriamente rispondo: a ricordarci che siamo la culla dell’Umanesimo.

L’Industria 4.0 può proiettarci in una vera rivoluzione a patto di riporre al centro le persone. È l’insegnamento della filosofia Toyota, sintetizzato dal motto “Making things is making people”.

La nuova fabbrica digitale si caratterizzerà per un flusso di comunicazione in tempo reale, per la capacità autodiagnostica e il controllo a distanza della produzione, per la personalizzare dei prodotti in funzione della domanda, per la simulazione della produzione in ambiente virtuale.

In questo ambiente ipertecnologico all’uomo resta il ruolo fondamentale di progettare dei sistemi, di controllo e soprattutto della creatività, che nessuna macchina può dare.

Alle aziende venete che vedono una grande opportunità di rilancio e crescita nel Piano Industria 4.0, che consiglio si sente di dare? Ci sono errori o passi falsi da evitare?

Le aziende devono evitare di essere precipitose. È importante percorrere delle tappe intermedie, perché il percorso verso l’Industry 4.0 non deve essere sviluppato solo lungo la direttrice dell’acquisto di innovazione tecnologia, ma necessita di processi snelli e di un cambio culturale all’interno delle organizzazioni.

Solo passando attraverso la costruzione di sistemi di produzione integrati, l’utilizzo sempre più spinto delle attrezzature-processi produttivi, la continua riduzione e rispetto del lead time, il sincronismo di ogni processo con le scorte, robuste procedure a garanzia della qualità intrinseca nel processo, e il ruolo centrale delle persone, si può affrontare questa rivoluzione come strumento di competitività sui mercati.

Negli ultimi anni molte imprese manifatturiere hanno adottato la Lean Production, filosofia che si basa sul metodo Toyota, per ridurre gli sprechi, aumentare la produttività, rendere le aziende più efficienti e orientarle più verso il cliente. Che sinergie vede tra questo modello e l’Industria 4.0?

Ad una prima, veloce analisi, Industria 4.0 e Lean Production mostrano diversi punti di contatto. Tra i principali sottolineo l’enfasi e l’importanza strategica data al coinvolgimento delle persone a tutti i livelli aziendali, la conoscenza distribuita sul campo, l’orientamento ai processi, l’attenzione alla misura e all’analisi del dato quale base del miglioramento continuo.

A questo si aggiunge un modello di sistema aziendale più snello, rapido e reattivo rispetto alle reali esigenze del cliente e del mercato, che la Lean Production pone al centro della propria metodologia, proponendo il superamernto del modello fordista, e che l’Industria 4.0 può ben interpretare attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie digitali.

 

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