“Veneto fucina delle idee in Italia e nel mondo. Ma le PMI devono fare squadra per competere nel mercato globale. ”

Intervista con l’ing. Bonini, esperto italiano sul tema della proprietà intellettuale. “Il genio italiano è incontrastato nel mondo ma le aziende devono fare sistema e lavorare assieme”.

Con oltre 35 anni di esperienza, lo Studio Bonini di Vicenza è un riferimento nel panorama italiano della tutela e della valorizzazione della proprietà industriale. Dal 1980, anno di fondazione, oltre 4500 aziende si sono affidate allo studio richiedendo i servizi più svariati, dalla protezione delle opere dell’ingegno alla stesura di brevetti, dal deposito dei marchi all’assistenza legale, etc. Con l’ingegner Ercole Bonini, fondatore dello studio, sfatiamo alcuni falsi miti.

Ingegnere, grazie per aver deciso di partecipare a questa intervista. Nell’epoca delle bufale e delle “fake news”, ci dedichiamo a fare un po’ di chiarezza sui temi delicatissimi della proprietà intellettuale. L’innovazione, tecnologica e scientifica, di prodotto e di processo, è davvero per tutti? Sono in molti a credere che solo le grandi aziende abbiano le risorse, anche finanziarie, per poter investire in ricerca e sviluppo.

È evidente che le grandi aziende, che hanno strutture anche importanti dedicate alla ricerca e sviluppo, producono innovazione tecnologica di qualità e spendono cifre importanti nel deposito di brevetti in tutto il mondo. Basti pensare che la Samsung, nel corso del 2015, ha depositato ben 2.366 brevetti europei mentre l’Italia, un Paese con 60 milioni di abitanti, ne ha depositati 5.034.

Va però considerato che il nostro tessuto industriale è molto frammentato e composto in massima parte da piccole e medie aziende, che non dispongono di capacità di investimento importanti per la ricerca.

Ma anche le PMI innovano, e anche a ritmo piuttosto sostenuto! Se sono troppo piccole per fare innovazione da sole, possono infatti aggregarsi e collaborare con altre realtà del territorio per fare sistema.

E’ un trend che sta diventando sempre più marcato negli anni: le PMI si appoggiano sempre più spesso ai Centri di Ricerca e alle Università per produrre innovazione di qualità e immettere nel mercato prodotti e processi che siano all’avanguardia.

Nella mia esperienza, solo le aziende che sanno innovare riescono ad ottenere risultati positivi.

I benefici dell’offrire servizi, prodotti e processi nuovi ricadono anche sulla dimensione internazionale dell’impresa: le aziende innovative esportano, e non si appoggiano più solo al mercato italiano o europeo.

Ovviamente chi va a lavorare sui mercati esteri, deve sapersi proteggere con adeguati brevetti nelle varie aree del mondo.

In oltre 35 anni il suo studio ha lavorato con migliaia di aziende, principalmente di Padova e Vicenza. Qual è la sua esperienza in Veneto? Si fa innovazione? Se ne fa abbastanza? Com’è cambiato il panorama dagli anni Ottanta ad oggi?

La mia esperienza nel Veneto è entusiasmante in quanto ho trovato in quasi tutte le aziende il gusto dell’innovazione, nessuno si ferma mai e quando si è raggiunto un risultato si pensa già al prossimo. Credo sia questo il motivo per cui la nostra regione è tra le più trainanti dell’Italia intera.

La consapevolezza della necessità dell’innovazione si è acquisita negli anni e ha beneficiato anche del cambio generazionale che ha portato ad una maggiore sensibilizzazione della necessità di una innovazione continua.

Ritengo comunque che il gusto dell’innovazione sia tipicamente veneto, tanto è che il Veneto, dopo la Lombardia e l’Emilia, rimane la terza regione a statuto ordinario per il numero di brevetti depositati. Molte aziende oggi si appoggino ai Centri di Ricerca e in special modo ai dipartimenti dell’Università di Padova per risolvere i loro problemi e bisogni. Questo fatto produce anche un salto di qualità della ricerca perchè l’Università è stimolata a lavorare a progetti che hanno ricadute immediate sul territorio. È così che le aziende riescono a immettere nel mercato prodotti veramente innovativi e di sicuro successo.

Anche in presenza di aziende virtuose, che sviluppano e lanciano nuove idee ed invenzioni, viene il dubbio che lo Stato non faccia abbastanza. Il quadro normativo è complesso e alle volte confuso, la giustizia civile lenta e inefficiente. In Europa peggio di noi ci sono solo Malta e Cipro. Se in Germania servono 130 giorni per una sentenza di primo grado, in Italia sono oltre 500.

Le invenzioni delle nostre aziende sono protette e tutelate correttamente? O un eventuale contenzioso finisce davanti ad un giudice già oberato di liti condominiali, divorzi e testamenti?

Che la giustizia civile sia lenta e inefficiente è senz’altro vero ma è anche vero che le questioni che riguardano le aziende e, soprattutto, il contenzioso che riguarda le infrazioni dei diritti di proprietà industriale, come la copiatura di brevetti, sono demandate a Tribunali specialistici che sono istituiti su base regionale.

Per quanto riguarda il Veneto, il Tribunale deputato a risolvere i litigi sulla proprietà industriale è il Tribunale di Venezia. Lì ci sono giudici competenti ed abituati a trattare cause di questo tipo. La sentenza arriva in genere in meno di un anno.

La speditezza del processo è una cosa importantissima in quanto le aziende hanno bisogno di risposte rapidissime; se così non fosse il danno provocato da una copia sul mercato non potrebbe essere riparato nel lungo periodo in quanto il prodotto spesso ha vita breve.

Perché studio Bonini ha deciso di diventare Partner di Unismart Padova Enterprise?

La decisione dello Studio Bonini di diventare partner di Unismart deriva dal desiderio di non lasciare i tesori nel cassetto, ovvero di fare la propria parte affinché le innovazioni prodotte dai ricercatori dell’Università di Padova possano essere valorizzate non solo in Italia, ma anche all’estero.

Per questo è necessario che ognuno di noi faccia la propria parte, noi con i contatti di cui disponiamo in ogni parte del mondo, le aziende utilizzando la ricerca universitaria a proprio vantaggio per immettere prodotti vincenti nel mercato.

Prima di lasciarci le chiediamo di condividere con noi una delle tante storie di successo di cui è stato testimone. Ci può raccontare, anche senza fare nomi e cognomi, dell’azienda sua cliente che più ha beneficiato di un brevetto, di un’invenzione, ed ha visto il proprio business crescere proprio grazie ad un investimento in innovazione?

Ricordo volentieri un’azienda della zona di Vicenza che qualche anno fa ha prodotto un’innovazione nel campo dei distributori di liquidi, come ad esempio i dispenser per il sapone delle mani.

L’azienda ha progettato una nuova pompetta interamente in materiale plastico (prima la molla di ritorno era sempre in acciaio). Grazie ad una speciale geometria a spirale della plastica, questa fungeva sia da distributore che da molla di ritorno.

L’invenzione si è subito imposta a livello mondiale, in quanto ha permesso di riciclare tutto il contenitore in plastica, compresa la pompetta, senza dover effettuare la separazione tra componenti in plastica ed acciaio. Posso dire che la maggior parte delle multinazionali vendono dispenser utilizzano questo nuovo sistema, tantoché l’azienda vicentina ha ora aperto uno stabilimento negli Stati Uniti.

Un’innovazione tanto piccola quanto di successo: milioni di persone al mondo ogni giorno usano prodotti che montano una pompetta innovativa nata qui da noi.

Grazie ingegnere.

  • Studio Bonini è Gold Partner di Unismart, la comunità di innovazione tecnologica dell’Università di Padova. Per maggiori informazioni scarica la nostra brochure dei servizi. 
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