Legge Stabilità 2017: come ottenere il credito d’imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo (articolo e white paper)

Lo scorso 7 dicembre 2016 è stata definitivamente approvata la Legge di Bilancio 2017, che tra le altre misure quadruplica il tetto del beneficio per le imprese che investono in ricerca ed estende la platea delle spese di personale dipendente ammesso al beneficio.


Lo scorso 7 dicembre 2016 è stata definitivamente approvata la Legge di Bilancio 2017, che tra le altre misure quadruplica il tetto del beneficio per le imprese che investono in ricerca ed estende la platea delle spese di personale dipendente ammesso al beneficio.

Con l’aiuto della dott.ssa Federica Casarotti, titolare dello studio associato Casarotti Valori di Padova, analizziamo le opportunità presenti per le aziende intenzionate ad incrementare i loro investimenti in brevetti, contratti di ricerca e personale specialistico.

Lo studio Casarotti Valori è stato fondato nel 2006 e si è specializzato in materia societaria e fiscale con particolare riguardo alle start-up, agli spin-off universitari ed al supporto strategico alle aziende che intendono sviluppare piani innovativi inerenti a prodotti, tecnologie e servizi.

Dottoressa, innanzitutto grazie per il tempo che ci dedica e per aver condiviso con noi il white paper gratuito che i nostri lettori possono scaricare in fondo a questa pagina Per prima cosa, quali sono esattamente le attività che possono godere dell’agevolazione?

Vorrei cominciare sfatando il mito che solo le attività tecnico-scientifiche possono beneficiare di questo credito. I settori di interesse sono infatti multipli ed anche progetti in ambito storico o sociologico -per fare un esempio- possono risultare idonei.

Le attività agevolabili si dividono comunque in tre categorie principali:

  • La ricerca fondamentale, ovvero l’acquisizione di nuove conoscenze e studi, senza una finalità commerciale;
  • La ricerca industriale, ovvero la ricerca finalizzata alla creazione o al miglioramento di prodotti, processi e servizi;
  • Lo sviluppo sperimentale, ovvero la strutturazione di conoscenze e capacità di natura tecnica, scientifica e commerciale per realizzare progetti pilota e prototipi.

Queste dunque le attività agevolabili. Quali spese risultano invece ammissibili?

Si tratta delle spese per il personale di ricerca ad esclusione ovviamente dei dipendenti con mansioni amministrative, contabili e commerciali; delle quote di ammortamento di macchinari e strumentazioni per i laboratori; dei contratti di ricerca sottoscritti con le Università e con enti similari, ma anche spese di consulenza, di due diligence e spese sostenute per i processi di brevettazione.

La spesa complessiva per investimenti in R&S annua deve essere almeno pari a 30.000 euro mentre il credito di imposta massimo è di 20 milioni, per ciascun beneficiario.

Questo valore è stato recentemente quadruplicato nell’ultima legge di Stabilità, approvata lo scorso dicembre, in quanto le leggi precedenti permettevano un limite di 5 milioni di euro.

Come si calcola esattamente l’agevolazione?

Il credito d’imposta è calcolato sul 50% dei costi R&S eccedenti rispetto alla media dei costi R&S del periodo 2012-2014. Va perciò chiarito che il credito non riguarda l’intero investimento in ricerca ma solo la spesa incrementale rispetto al triennio di riferimento.

Possiamo ipotizzare il caso che segue a titolo meramente esemplificativo: se un’azienda ha speso 100.000 euro in R&S nel 2012, 80.000 euro nel 2013 e 120.000 nel 2014, la spesa media in R&S per il triennio sarà pari a 100.000.

Se nel 2017 l’azienda spendesse 150.000 euro in ricerca, la spesa incrementale sulla quale si potrebbe calcolare il credito d’imposta è di 50.000: a tale investimento corrisponderebbe un credito di imposta di 25.000 euro.

Credito di imposta
Estratto dalla presentazione del Governo sul piano Industria 4.0

Lo Studio Casarotti Valori è in grado di fornire questo servizio?

Sì, all’interno del nostro studio abbiamo tutte le competenze necessarie a supportare aziende che desiderano fare richiesta per il credito di imposta. Vorrei anche sottolineare che per ottenere il credito non è richiesta alcuna approvazione preventiva, il meccanismo di applicazione è automatico in dichiarazione dei redditi, ed il beneficio può essere richiesto da tutte le imprese senza limite di fatturato ed indipendentemente dalla forma giuridica.

Il nostro studio già oggi fornisce ai Partner di Unismart, la comunità di innovazione tecnologica dell’Università di Padova, supporto nell’ottenimento del credito di imposta R&S.

Per un maggior approfondimento, abbiamo anche realizzato un whitepaper riassuntivo delle condizioni per accedere al credito di imposta, liberamente scaricabile al link qui sotto. Per chi fosse invece interessato a diventare Partner della community di Unismart, consigliamo di visitare la pagina dedicata.


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